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DISCERNERE PER DECIDERE

By Settembre 2, 2020Notizie

Ecco la risposta di Mauro Gattinoni, candidato sindaco per Lecco e con Lecco, alla lettera inviata qualche giorno fa ai 4 candidati da padre Angelo Cupini e don Mario Proserpio:

 

Carissimi Padre Angelo e don Mario
Vi ringrazio per “Lettera aperta” che avete voluto indirizzarmi quale candidato sindaco. Ne restituisco una brevissima “risposta aperta” che vuole solo accennare ai temi da voi affrontati.
Vi ho ritrovato infatti spunti di saggezza e di lungimiranza non nuovi per chi conosce padre Angelo e don Mario e per chi conosce l’opera che da decenni portano avanti per l’integrazione nella nostra città.
Nel mio caso, l’affetto per padre Angelo e don Mario è ancora maggiore perché con loro ho avuto modo di condividere non solo confronti di idee, ma abbiamo costruito insieme progetti di formazione sociale e politica per i giovani, di integrazione degli adolescenti tramite la musica e la danza, di accompagnamento al lavoro del progetto Living Land e di percorsi di meccanica per l’inserimento in azienda di giovani volonterosi, solo per citare i più recenti.

Accolgo l’invito ad una riflessione ampia, inclusiva soprattutto per i giovani e per le persone di nazionalità diversa che oggi sfiorano il 10% della popolazione residente in città.

Accenno quindi a qualche punto concreto che più compete ad un sindaco:
1) l’esperienza di integrazione si basa materialmente su formazione e lavoro. Solo così possiamo costruire una convivenza civile. A Lecco già sono attivi, e verranno sostenuti, percorsi di integrazione linguistica e professionale. Ne hanno bisogno sia le famiglie di immigrati, sia le aziende del territorio!
2) Famiglia. Il nostro programma a sostegno della famiglia, dello studio, dell’adolescenza non ha colore. L’attenzione “esagerata” che mettiamo sulla formazione ha evidentemente una funzione non certo solo nozionistica, ma di lotta all’abbandono, all’emarginazione, alle dipendenze per guadagnare autonomia e consapevolezza.
3) Donne. Occorre accompagnare meglio il percorso di inserimento delle donne di origine non italiana nel tessuto comunitario, sia per la parte professionale, sia per quella sociale.
4) Cultura. La contaminazione tra culture è una ricchezza meravigliosa che va scoperta reciprocamente: conoscenza e rispetto della cultura italiana per una convivenza civile; conoscenza e rispetto della cultura di origine per non perderne la memoria e coltivarne le radici
5) Fede. Il credo e la pratica religiosa non sono un orpello in più, ma l’orizzonte di significato più profondo per l’uomo di ogni tempo e di ogni dove. Conoscere e pregare dio non è un semplice “diritto” da garantire, ma una componente umana irrinunciabile.

Propongo due note di metodo che reputo importanti.

a) Fare rete tra i soggetti. La complessità della sfida ci impone di fare squadra tra tutti i soggetti che si sentono chiamati in causa (pubblico, privato, associazioni, imprese), con la disponibilità di rimodulare le proprie proposte, integrandole con quelle degli altri, per renderle insieme sempre più coerenti ai nuovi bisogni.

b) Discernere per decidere. Anche in vista del voto del 20 settembre, le parole di Padre Angelo e don Mario invitano ciascuno di noi a discernere per decidere, proprio secondo il metodo proposto con tenacia dal Card. Martini, citato nella Lettera. Discernere significa vagliare con realismo (alla luce della Paola, della scienza e dell’esperienza di vita) tra programmi, persone e compagini presenti nell’offerta politica cittadina attuale.
Decidere esige consapevolezza e responsabilità, ben sapendo come ricorda Martini, che nella politica non si sceglie mai per il “bene assoluto”, ma per il “meglio possibile” a favore dell’uomo e la città di domani.

Con stima fraterna
Mauro

FattoreLecco