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Gattinoni lancia il programma partecipato

By Giugno 15, 2020Notizie
Gattinoni lancia programma partecipato

Ufficialmente partita l’8 febbraio scorso dalla piazza della natia Acquate, la lunga maratona di Mauro Gattinoni, candidato sindaco della coalizione di Centrosinistra, raggiungerà sabato prossimo, 20 giugno, la sua seconda tappa pubblica con il lancio del programma partecipato. Sarà in piazza Garibaldi o sul lungolago, da decidere in base alle possibilità consentite per allora dalla cogente normativa anti Covid.

Cosa accadrà?

«Presenteremo il nostro “programma partecipato”, ovvero la nostra visione della città per il prossimo decennio: quattro strategie per raggiungere quella visione, una serie di 30 obiettivi declinati in 240 azioni – annuncia Gattinoni  – E’ un progetto che vale 10 anni: lo pubblicheremo sulla piattaforma online che per tre settimane sarà aperta ad accogliere le osservazioni da parte dei singoli cittadini e delle associazioni. Nello stesso periodo sarò impegnato ad illustrare questa visione in un fitto calendario di incontri che già da tempo sto organizzando. Al termine chiuderemo la parte partecipativa e facendo tesoro di quello che sarà arrivato definiremo il programma amministrativo vero e proprio che vorremmo presentare all’inizio di settembre » .

 

Una prospettiva di lungo respiro, ma chiunque vincerà avrà da misurarsi con criticità immediate drammatiche, effetto del lockdown.
«Durante il quale noi abbiamo scelto di mantenere attivo un canale di comunicazione e ascolto dei cittadini. Per un candidato sindaco era doveroso farlo. Il risultato è che oggi stiamo presentando una serie di proposte centrate sui bisogni delle persone. Sono questioni che abbiamo avuto mo-do di misurare e rispetto alle quali abbiamo un pensiero. Ma in politica i pensieri devono poi diventare azioni. Se toccherà a noi, abbiamo un piano amministrativo che includerà anzitutto la fase emergenziale, ma anche, in prospettiva strategica, i prossimi dieci anni. Ben venga il vaccino, ma spero che non si torni a volere una città e una economia come era-no prima. Abbiamo bisogno di modelli diversi. La pandemia è stata occasione per riflettere e ipotizzare di un nuovo paradigma di sviluppo sociale ed economico sostenibile».

Si ritiene sufficientemente attrezzato per assumere la guida della città nella fase emergenziale?
«C ’è un sindaco per volta.Adesso c’èVirginio Brivio, persona competente, stimata, capace di relazioni di rete. Insieme agli amministratori della sua Giunta sta gestendo in maniera eccellente la Fase 3, che è la più difficile. Sono certo che imposterà con sapienza la ripresa di settembre, anzitutto della scuola. Sono scelte di queste ore. Chi sarà eletto non dovrà decidere nulla, ma continuare un lavoro già impostato, con tutto quello che ne consegue e deriva. Se toccherà a me raccogliere il testimone, non avrò problemi: Faccio affidamento sulle mie esperienze gestionali e aziendali, ma anche sulla sintonia con la città che ho maturato nell’attività di ascolto in questi mesi».

La sua azione sarà dunque in continuità con quella di Brivio, almeno in partenza…
«Non nego che il lavoro di squadra con le liste che mi sostengono in coalizione mi consentono di innervare n e l l’amministrazione corrente tante proposte. Non siamo schizofrenici. Sono orgoglioso di questa coalizione, della profondità di pensiero e della competenza che sta mettendo a disposizione. Sono orgoglio-so del metodo inedito che stia-mo sperimentando: io sono un candidato super partes, non sono espressione di nessuno di loro, e nella stima reciproca abbiamo imparato una nuova capacità di concentrazione sul progetto».

Non sempre la vostra coalizione è apparsa così coesa e collaborativa come viene dipinta.
«Ma è così, basta guardare ai fatti, a come si sta comportando in Consiglio comunale. Con gesti di estrema responsabilità da parte di tutte le componenti che mi sostengo-no e oggi stanno sostenendo la Giunta di Brivio nella sua attività amministrativa».

La mossa di AmbientalMente, costituitasi gruppo consigliare sfilando due consiglieri al Pd ha però sollevato un evidente disappunto nel segretario cittadino dem Marelli. E anche Brivio l’ha giudicata poco opportuna».
«Credo fosse una mossa necessaria vista la straordinarietà del momento, la proroga d e l l’Amministrazione in carica e i tempi supplementari estivi della campagna elettorale. AmbientalMente è da sempre uno dei quattro soggetti della coalizione. Ben venga che si sia data una struttura, un equilibrio, una fisionomia e anche una visibilità nell’ottica di un miglior successo di tutta la coalizione. Che sia in Consiglio comunale significa solo che la maggioranza che sostiene Brivio è composta anche da AmbientalMente. Probabilmente qualcuno si è sentito marginalizzato. Pazienza, se ne farà una ragione».

Così facendo non vi state sottraendo i voti tra voi, dentro il centrosinistra?

«Penso che AmbientalMente abbia una interlocuzione soprattutto con la fascia giovanile, su tematiche che riguardano non solo l’ambiente ma in generale e in prospettiva la sostenibilità. Capiterà che qualche partito abbia un de-cimale in più o in meno, ma che quel che conta è la coalizione. Fa parte di una logica di squadra».

Elezioni a fine settembre: per qualcuno è troppo pre-sto o troppo tardi. Per lei?

«Io avrei preferito che fossero settimana scorsa. E’ una situazione inedita per tutti, occorrerà un po’ più di creatività. Molto dipenderà dagli effetti della crisi, se la gente avrà ferie, se si faranno più vacanze di prossimità. Il prossimo mese di agosto i lecchesi potrebbero magari essere più presenti o diversamente presenti. Ma una data stabilita ancora non c’è e quando lo sarà le regole del gioco saranno le stesse per tutti».

Cosa pensa del patto di unità comunale tra gentiluomini al quale si è appellato Corrado Valsecchi?
«Credo nella necessità di un metodo del dialogo e del confronto, non solo internamente alla nostra coalizione ma con tutte le forze della città. Ma credo anche che certe esperienze non vadano ripetute con le medesime persone. Mi riferisco al fallimento politico del Centrodestra che dieci anni fa portò al commissariamento di Lecco. Quello di oggi è lo stesso Centrodestra di allora. Bisognerà capire su che basi creare un dialogo. L’apertura c’è e rimarrà sempre, ma sui progetti, non certo sulla identità».

La fase 3 la imposterà Brivio, ma la prossima Giunta dovrà ben decidere una fase 4…
«Il tema della tenuta sociale continuerà a essere centrale. L’intesa tra pubblico e privato, impresa e volontariato sarà fondamentale per un sistema città che vuole sostenere individui e famiglie. Non credo che la sola politica fiscale, gli sconticini sulle tasse locali, possano risolvere il problema. Credo che almeno nel primo anno e mezzo la priorità di impiego delle risorse a bilancio non potranno essere gli investimenti, ma altro».

Quando avete lanciato un appello per la riapertura degli asili entro l’11 maggio siete stati quasi sbeffeggiati dal centrodestra..
«La nostra è stata una provocazione che ha ottenuto il risultato che volevamo: richiamare l’attenzione sul tema vitale delle scuole paritarie. Un allarme assolutamente sentito e ancora attuale. All’epoca voleva dire far partire gli asili, oggi i centri estivi. E’ passato oltre un mese, con ritardi di ogni tipo che certo non di-pendono solo dal Comune. Assurdo pensare di far partire l’economia, gli uffici e le fabbriche, senza pensare a dove mettere i bambini».

Qualche anticipazione sul-la vostra visione. Sul turismo ad esempio.
« Nell’orizzonte del prossimo anno e mezzo il turismo potrebbe davvero dimostrarsi la nostra risorsa alternativa rispetto a quella primaria industriale. Potrebbe essere il portato buono del Covid».

Sull’edilizia urbana?

«Sarà necessaria una revisione dei 15 Ambiti di trasformazione urbana previsti dal Pgt in scadenza. Non ne è partito uno. Evidentemente c’è un errore intrinseco che va risolto, un affastellamento di normative che non agevola».

La Piccola?
«Non entro nel merito della polemica sullo spostamento del mercato, perché le singole azioni hanno senso solo se ponderate in un quadro complessivo. Ricordo però che il mercato cittadino fu portato via dal centro dalla Lega. E che il successivo assessore al Commercio era Peppino Ciresa e l’ha lasciato lì. Riteniamo la Piccola una delle tre leve della Lecco futura. Abbiamo idee al riguardo, ma vogliamo che il progetto sia frutto di un per-corso partecipato».

Le altre due leve?
«Lungolago e Piani d’Erna. E su queste le nostre proposte saranno molte accattivanti».

Che pensa del suo principale antagonista Peppino Ciresa?
«Ne ho grandissima stima. E’ una persona di una correttezza e laboriosità riconosciuta dai molti che hanno avuto la fortuna di lavorare con lui. Devo dire però che mi ha molto meravigliato la sua scelta di prestare nome e volto a una compagine politica che alla fine sarà quella della Lega e di Fratelli d’Italia. Partiti che ho sempre ritenuto distanti dalla sto-ria e dai valori di Peppino e del mondo che tradizionalmente in questi anni lo ha sempre sostenuto».

Ciresa era però già stato assessore con il borgomastro Bodega…
«Ma quella di oggi non è più quella Lega là. Io vado orgoglioso della mia coalizione. Non so se Peppino possa dire lo stesso. La sua candidatura mi ha meravigliato anche per-ché credo che il lavoro di sindaco esiga tempo e dedizione. La sua idea di farlo part time pone il dubbio di chi comanderà davvero e, di conseguenza, a chi risponde davvero. Io ho fatto una scelta ben precisa, di essere libero e a disposizione della città. Poi i lecchesi sceglieranno e sono sicuro che il confronto con Peppino sarà un confronto fra gentiluomini. Spero che siano tanti i mo-menti di confronto con lui sui contenuti » .

 

Estratti dell’intervista a Mauro Gattinoni, pubblicata sul Giornale di Lecco il 15 giugno 2020

 

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